domenica 30 giugno 2013

Le tre verità

Come sarebbero felici gli uomini
sulla terra,
Se sapessero ciò che sanno gli uccelli dall'aria.
Henri Pourrat
"Storno Splendido di Meves" olio su tela 50x50 cm

Un cacciatore, catturato un uccello minuscolo, non più grande di una noce, si apprestava ad aprirgli il ventre con la punte dell'unghia, quando l'uccello, indignato s'è messo a protestare:
- Uomo, hai perso la testa? Non vedi come sono piccolo! Che cosa troverai di buono da mangiare in me? Ascolta, ti propongo un accordo. In cambio della mia libertà, ti rivelerò tre verità vere.
La prima, la dirò fra le tue mani affinché tu possa valutare la qualità delle mie parole; la seconda, quando mi avrai liberato, affinché possa riprendere fiato; e la terza quando potrò spiccare il volo di nuovo.
Erano tempi eroici in cui gli uomini avrebbero dato tutto per un briciolo di verità. Il cacciatore si è dunque affrettato ad accettare e l'uccello ha detto:
Non rimpiangere mai una cosa perduta per quanto sia preziosa.
L'uomo, dopo avere meditato sulla frase, ha allentato la stretta per conoscere le altre due. Posatosi a terra, l'uccello ha proseguito:
Non credere a nulla di cui tu non possa avere la prova.
Mentre l'uomo si stupiva davanti a tanta pertinenza, l'uccello è volato su un alto ramo e dal suo trespolo si è messo a dileggiarlo:
- Sappi anche, amico, che ho in corpo un diamante rosa grosso come un limone e che, se tu mi avessi aperto il ventre, ora saresti ricco sfondato!
A tali parole, il cacciatore costernato si è buttato a terra, maledicendo se stesso, graffiandosi il volto...
L'uccello, dopo aver lanciato alcuni trilli gioiosi, gli ha rinfacciato:
-Imbecille! Cretino! Citrullo! A che pro rivelarti verità vere se le dimentichi appena sono state formulate? Ti ho detto di non rimpiangere una cosa perduta per quanto sia preziosa, ed ecco che ti lamenti per un diamante che vola via! Ti ho detto poi di non credere a nulla di cui tu non possa avere la prova, e non hai dubitato un solo istante che io potessi portare in me un diamante grosso come un limone, io che non sono più grosso di una noce!
L'uomo è un animale insensato, cieco e sordo a ogni parola.
Detto ciò, l'uccello ha spiccato il volo e il racconto è finito.

Tratto da "Racconti di bestie sagge e animali impertinenti"
Jean Jacques Fdida


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